Angelo Santoro Google Panda - accademia del blog accademia del blog  SEO guida tecnica Google Panda

Google Panda – accademia del blog Accademia del Blog é apprendere le nozioni base per potersi concentrare sui propri contenuti


Mi sono ritrovato a rispondere ad alcune vostre domande e anche se mi piace cercare di dare soluzioni semplificate e di facile comprensione, oggi mi dedico a una lezione particolare inerente la SEO, anche perché parte molto importante nella gestione di un blog, oggi ti scrivo su Google Panda, algoritmo di Google.

LO SCOPO DI GOOGLE PANDA

Introdotto nel 2011 da Google, lo scopo basico di Google Panda è quello di fare un po di pulizia nella SERP, eliminando i siti che producono contenuti in gran quantità, non dando importanza alla qualità dei contenuti pubblicati, quasi sempre a scopo di lucro, sia esso attraverso banner pubblicitari o tramite affiliazioni in generali.

Quindi se volessimo riassumere il funzionamento di Google Panda, potremmo dire che si occupa di investigare e penalizzare i siti incriminati.

IL PESO DI GOOGLE PANDA SULLE SERP

Con l’avvento e pubblicazione di Panda, diversi siti sono stati colpiti dal nuovo algoritmo, che ha avuto delle modifiche sia maggiori che minori ed a ogni aggiornamento ha tagliato le gambe a diversi siti internet che avevano un certo peso e attività sostanziose. Da altro lato molti siti ne hanno tratto vantaggio.

Il lavoro fatto come si deve prima o poi da i suoi frutti

INFLUENZA DI GOOGLE PANDA

Per farvi un esempio di un sito che è stato colpito da Google Panda, perdendo notevole importanza nella SERP è eBay, ti ricordi il sito che ti permetteva di acquistare a basso costo? Quando cerchi qualcosa su google trovi qualche link al sito www.ebay.com?

Il sito ancora esistente e funzionante, però penalizzato tantissimo.

Sul blog di Search Metrics, a tempo del rilascio di Google Panda, stilò una lista dei siti colpiti e la quantità di danno subito, una parte della lista invece, mostra alcuni siti che ne hanno tratto vantaggio.

I siti aggregatori, ovvero siti che aggregano contenuti provenienti da siti esterni, quasi tutti con contenuti relativi a promozioni, gossip, comparazione di prezzi e software, sono quelli che Google Panda ha penalizzato per un buon 50%.
La presenza massiccia di annunci pubblicitari, in proporzione ai contenuti spesso poco rilevanti, ha tagliato le gambe alla loro presenza nella prima pagina di Google, durante una ricerca organica.

MA COSA É GOOGLE PADA?

Google Panda, è un algoritmo di ranking, che si occupa quindi di analizzare la ricerca dell’utente e mescolare i risultati, mostrando solo quelli inerenti le parole di ricerca in base alla qualità del contenuto.
Una spiegazione semplice tispetto alla complessità del algoritmo.

Ecco cosa Google stesso affermava nel 2011 subito dopo la messa in funzione del nuovo algoritmo Panda:

“Il nostro ultimo update è pensato per ridurre il ranking dei siti di scarsa qualità, quindi la cosa fondamentale per i webmaster è assicurarsi che i loro siti abbiano la più alta qualità possibile. Noi esaminiamo diversi fattori per individuare i siti di bassa qualità. Tenete a mente che le persone che cercano in Google tipicamente non vogliono trovare contenuti superficiali o scritti male, contenuti copiati da altri siti o informazioni inutili. Inoltre, è importante che i webmaster sappiano che i contenuti di bassa qualità su una parte del sito possono impattare sul posizionamento di tutto il sito”.

Analizzando ciò che Google ha reso ufficiale nella rassegna, Google Panda può colpire non solo una pagina ma il sito nel suo complesso.

Come fa Panda a valutare la qualità di un sito?

Provo a sintetizzare il funzionamento di Google Panda, anche se non così facile.
La valutazione fatta sulle pagine e siti interessati, in realtà è un test effettuato da esterni, con questo si intende che sono effettuato da umani e non algoritmi, perché sono valutazioni fatte seguendo una lista di domande che richiedono risposte concrete e soprattutto rigorose.

A questo punto la domanda è spontanea:

Ma che tipo di domande?
Dato che questa domanda me la sono posta anche io personalmente, ricercando in rete, in una prima ricerca mi sono imbattuto in queste domande:

  • ti fideresti a dare il tuo numero di carta di credito a questo sito?
  • ti fideresti a dare le medicine prescritte da questo sito ai tuoi figli?
  • consideri autorevole questo sito?
  • Sarebbe ok se questo sito fosse una rivista?
  • Questo sito ha un numero eccessivo di annunci?

Se valutiamo quanto scritto sin ora, sono domande che riguardano aspetti tecnici, questo lo si dava per scontato, ma si nota anche una chiave emozionale, che un computer non potrebbe valutare.

Essendo sempre più incuriosito, ho continuato la ricerca, infondo sono un blogger e se arrivo ad avere maggiori informazioni, posso migliorare la mia reputazione.

Ecco che mi imbatto in un link post sul blog di Google , che vi invito a visitare anche se totalmente in inglese, qui di seguito vi portò una traduzione di quanto riportato nel blog ufficiale di Google:

  • Ti fideresti dell’informazione presentata in questo articolo?
  • Questo articolo è scritto da un esperto o un appassionato che conosce bene l’argomento, o è più un superficiale di natura?
  • Il sito ha articoli duplicati, sovrapposti o ridondanti sullo stesso argomento o argomenti simili con solo delle leggere variazioni di parole chiave?
  • Sareste tranquilli nel fornire le informazioni della tua carta di credito a questo sito?
  • Questo sito contiene errori ortografici, stilistici o di contenuto?
  • Gli argomenti sono basati sugli interessi reali dei lettori del sito, o il sito genera contenuti per cercare di individuare quello che potrebbe posizionarlo meglio sui motori di ricerca?
  • L’articolo fornisce contenuti o informazioni originali, rapporti originali, ricerche originali o analisi originali?
  • La pagina fornisce un valore sostanziale se comparato con altre pagine nei motori di ricerca?
  • Quanto è stato controllata la qualità di un contenuto?
  • Il sito è riconosciuto un’autorità sull’argomento?
  • È questo tipo di pagina che aggiungeresti nei preferiti, condividereste con gli amici o la raccomandereste?
  • L’articolo ha un’eccessiva quantità di annunci che distraggono o che interferiscono con il contenuto della pagina?

Sono solo alcune delle domande, di sicuro non le pubblicherebbero tutte, altrimenti il gioco sarebbe fin troppo facile, però queste domande su Google Panda, ci possono far intuire come Google ragiona per valutare la qualità di un sito.

Le valutazioni dei tester esterni creano una classificazione dei siti ritenuti validi e quelli ritenuti “bad Site”, quindi subentra l’algoritmo per valutare tutti gli altri siti nel Web, che non possono ovviamente essere vagliati uno per uno manualmente, sarebbe a dir poco impossibile.

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Panda e SEO

Dobbiamo essere felici di aver trovato queste informazioni, questo perché ci permetterà di lavorare seguendo alcuni punti importanti per la reputazione del nostro sito e di noi stessi come autori.

Ecco alcune “regole” per evitare di essere penalizzati da un update di Panda e al contrario cercare di avvantaggiarsene:

Troppa pubblicità e banner

Il primo aspetto da tenere in considerazione è uno degli aspetti più importanti. È vero che la pubblicità ci permette il guadagno come blogger, però anche a noi infastidisce quando troviamo una pagina stracolma di pubblicità.
Panda colpisce soprattutto quei siti che contengono un numero eccessivo di pubblicità, come ad esempio banner di Adsense, anche all’interno del testo, rispetto al contenuto.

Costringere l’utente a scorrere verso il basso la pagina, prima di trovare il contenuto, mette a rischio il sito.

Contenuti duplicati

E’ importante che i contenuti delle pagine siano unici e originali. Per questo la originalità del contenuto porta i suoi frutti nelle statistico del nostro sito.

Pagine con poco contenuto

Altro fattore che colpirà il nostro sito con gli update di Panda sono appunto le pagine con poco contenuto, soprattutto se compare un’alta presenza di pubblicità.

Bounce Rate (frequenza di rimbalzo)

Tra i parametri che Panda prende in considerazione c’è il comportamento degli utenti, in particolare il tasso di rimbalzo, cioè di uscita dal sito dopo che l’utente è entrato sulla pagina, oltre a valori come il tempo di permanenza.

Questo serve al algoritmo di Panda per valutare l’utilità o meno di un articolo.
Per intendere meglio come funziona, basti pensare che per contenuti interessanti l’utente rimane più tempo sul nostro sito.

Testi troppo ottimizzati

Sembra un controsenso ma è la verità. Panda non apprezza pagine sovraottimizzate, create appositamente per intercettare il traffico di determinate query.

Usabilità del sito Web

Come hanno evidenziato gli effetti di molti update, Panda colpisce più frequentemente siti lenti, dalla struttura interna confusa, costruita male a livello di codice, con layout grafici pessimi.

Per questo prestare attenzione al layout e alla struttura del sito è fondamentale non solo per gli effetti che ha sull’esperienza dell’utente ma anche sulla valutazione che Google fa del sito stesso.

Autorevolezza e reputazione del sito

Uno dei fattori che Panda prende in considerazione è l’autorevolezza che il sito ha per determinati argomenti.
Infatti maggiore è l’autorevolezza di un sito minore sarà la possibilità di essere penalizzati da Google Panda.

Condivisione dei contenuti

La condivisione prende sempre più spazio tra i fattori che Google Panda analizza.
Più è alto il livello di condivisione dei contenuti tramite i social network o backlink, più eviteremo una penalizzazione. Ecco perché noterai sempre una Call to Action da parte dei blogger per condividere il proprio post.

Le penalizzazioni di Panda

Partendo dal presupposto che Google Panda opera sul posizionamento dei siti Web a ondate, ciò significa che per ogni update di Panda, che sia un aggiornamento minore o maggiore, viene introdotto manualmente da Google, come se fosse un enorme filtro con il quale eliminare tutte le pagine che si ritiene di scarso valore.

Questo implica che per chiunque è stato colpito da Panda, è importante capire che i cambiamenti non avranno effetti immediati.

Per comprendere meglio, modificando il sito o le pagine colpite da Google Panda, per riuscire per risalire le posizioni sulla SERP, ripulendo il sito da annunci pubblicitari e migliorando la qualità del contenuto, potremmo non vedere effetti prima di settimane o mesi. Questo perché in caso il sito venga colpito da Google Panda, toccherà aspettare un secondo aggiornamento prima di una seconda valutazione, sempre riportata a carattere generale è mai specifica per un singolo blog.

Questo è tutto quello che posso dirti su Google Panda e l’algoritmo che ha visto una rivoluzione nella SERP.

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