Angelo Santoro Facebook and malware Curiositá Social  facebook

Facebook and malware


Non sono un Facebook dipendente, anche se fa parte ormai dei servizi che ogni giorno vengono utilizzati da una marea di gente, ma la cosa che mi preme dirvi è inerente ai famosi tag, la tecnologia avanza e dato che nel mondo c’è sia il bene che il male ci ritroviamo a scoprire delle pecche.

Col passare del tempo, Facebook e riuscito sicuramente a migliorarsi, potrebbe anche risultare un ottimo rimedio ….

… ad esempio per la sostituzione delle rubriche telefoniche, delle vCard, delle innumerevoli foto che spesso vengono anche perse, ricerche di info varie, ma ahimè non viene sfruttato al massimo, ovvero viene come al solito utilizzato e mai sfruttato.

I costanti aggiornamenti del social ha portato anche all’utilizzo dei tag, ovvero poter inserire un collegamento ad altri utenti o luoghi, per far in modo di potersi connettere velocemente mentre si scrive un post e si vuole “taggare” un amico o un luogo.

Angelo Santoro Facebook and malware Curiositá Social  facebook

Durante le ultime ricerche hanno portato alla scoperta come uno di questi tag sia utilizzato da alcune persone non di sani principi, per diffondere un malware in grado di infettare i nostri PC ed ottenere così informazioni personali.

Questa scoperta é tutta made in Italy, grazie a Danny Di Stefano e Matt Hofmann, rendendo di pubblico dominio le loro ricerche avvertendo soprattutto chi utilizza in particolar modo il web browser Chrome, conosciutissimo prodotto del colosso google inc.

Personalmente non ho testato il tutto ma per le info che viaggiano in rete, si riceve un tag che indirizza a una pagina esterna dove vi é un video, cliccando il tasto play, arriva il pop può che ci avverte di dover installare un plugin per visualizzarlo, se fatto inconsapevolmente ci si ritrova ad aver il po’ infettò dando così possibilità di rilasciare i nostri dati sensibili di Facebook.

Al momento il vociare ci riporta a un malware di origini turche, che attacchi solo Chrome, e che sembri siano stati infettati più di 500.000 utenti.

Non resta che aspettare novità sull’argomento, nel frattempo fate attenzione, e condividete l’articolo sul vostro profilo, non c’è nulla di sicuro ma “prevenire é meglio che curare”.

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