Facebook at work 2016


Dopo averlo sperimentato per quasi un anno, nel corso del 2016 Facebook metterà a disposizione delle aziende “Facebook at Work”, una nuova versione del social network con sistemi per mettersi in contatto tra colleghi, avviare conversazioni, fare teleconferenze e creare, condividere e modificare documenti con altre persone. Le prime notizie sul nuovo servizio erano circolate nell’autunno del 2014. Da allora Facebook lo ha sperimentato con alcune società, adattandolo alle loro esigenze e in generale modificandone il funzionamento per renderlo più utile per la creazione di reti di rapporti lavorativi nelle aziende.
Julien Codorniou, responsabile di Facebook at Work per quanto riguarda i contatti con le imprese, ha spiegato che l’idea fondamentale dietro al nuovo servizio “è che un posto di lavoro più connesso è un posto di lavoro più produttivo”. Facebook lo sa bene: un sistema simile a quello che sta per essere lanciato è utilizzato da tempo all’interno della società, per coordinare il lavoro dei vari gruppi che si occupano dello sviluppo e della gestione del social network. L’idea di Facebook at Work arriva da lì ed è stata modificata per adattarsi alle varie necessità delle aziende.
Attualmente circa 60mila società in giro per il mondo hanno fatto richiesta per partecipare a Facebook at Work. I servizi di base sono gratuiti, mentre per averne di più personalizzati e integrati con i software utilizzati nella propria rete aziendale è necessario pagare a Facebook qualche dollaro per ogni dipendente. Finora il sistema è stato sperimentato da 300 società di vario tipo: uno dei progetti più significativi ha coinvolto Royal Bank of Scotland (RBS), una delle più importanti banche del Regno Unito.
RBS ha introdotto Facebook at Work nella sua rete aziendale coinvolgendo inizialmente 500 dipendenti, per fare i primi test. Negli ultimi due mesi la quota di iscritti è aumentata sensibilmente ed è ora intorno a 5mila persone, sulle 100mila che lavorano nella banca. Il piano prevede di portare gli iscritti a 30mila entro la fine dei primi tre mesi del 2016, arrivando poi ad averne 50mila nel mese di giugno. I dirigenti di RBS dicono che finora Facebook at Work si è dimostrata una soluzione innovativa per rilanciare la collaborazione tra i dipendenti, offrendo sistemi più pratici e coinvolgenti delle classiche email, che talvolta disincentivano la partecipazione.
Sotto molti punti di vista, Facebook at Work funziona come il classico Facebook, con la differenza che al posto della rete dei propri amici si ha a disposizione quella dei colleghi di lavoro. Il sistema offre diversi strumenti per collaborare alla creazione e alla gestione dei documenti e, dove possibile, è integrato all’interno degli altri software che sono utilizzati nella rete della propria azienda.
Creare social network affidabili e con sistemi efficaci per le imprese non è comunque semplice, proprio perché sono richiesti particolari livelli di personalizzazione dei servizi a seconda delle esigenze di ogni azienda. Il mercato dei social network aziendali ha grandi potenzialità e potrebbe rendere svariati miliardi di dollari, almeno secondo le principali società di analisi. Rispetto al classico Facebook, con oltre 1,5 miliardi di iscritti, o ad altri social network si tratta comunque di un mercato ancora limitato. La previsione è che su scala globale possa portare 3,5 miliardi di dollari entro il 2019, dai circa 1,5 miliardi prodotti nel 2014. Nel complesso c’è stato un rallentamento, dovuto proprio alla mancanza di un sistema innovativo a sufficienza per convincere le aziende ad adottarlo.
Facebook at Work ha tra i potenziali concorrenti Slack, il servizio sempre più utilizzato negli Stati Uniti, soprattutto tra aziende della Silicon Valley, e che è una sorta di chat sempre aperta attraverso la quale si possono condividere immagini, video e appunti, modificare documenti, organizzare sessioni di lavoro e creare liste di cose da fare con il proprio gruppo di lavoro. Il successo di Slack è dovuto anche al fatto di adattarsi facilmente a sistemi diversi tra loro, dai browser dei computer ai tablet e smartphone tramite un’applicazione. Slack è utilizzato da diverse società come BuzzFeed, Lonely Planet, Medium e SoundCloud. Microsoft ha un suo sistema che si chiama Yammer, già molto diffuso con quasi 500mila aziende aderenti e integrato con Office.

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